Chi viene lasciato da un fidanzato all’altare, chi perde il lavoro d’improvviso, chi perde una persona cara. Ognuno, nel corso della vita, affronterà ad un certo punto un periodo nero. Non è pensabile che nell’arco di settanta, ottant’anni tutto vada sempre bene, è impossibile. Ed è utile ed importante affrontare le difficoltà che la vita ci pone davanti perché impariamo a crescere, diventiamo persone più complesse, più forti, indipendenti e apprendiamo a risolvere problemi di vario tipo. Inolte, impariamo ad apprezzare i momenti belli, la felicità, quando la incontriamo. Essere sempre felici porterebbe via significato al concetto stesso, ed al valore del sentimento.
Va detto, però, che non sempre è facile risollevarsi dopo un brutto momento. Ci sono situazioni che ci lasciano gravemente afflitti, e, per riuscire ad andare avanti e imparare la lezione dal dolore, abbiamo bisogno di aiuto. Bisogna riuscire a portare a termine la depurazione del proprio corpo dai dolori che nascono dal cuore e che, immancabilmente, si propagano al nostro organismo sotto forma di sintomi fisici. Come ottenere questa depurazione, dunque? Beh, ognuno deve trovare il suo percorso, quel percorso che gli permette di passare attraverso fasi conscie, e di ascendere ad uno stato di serenità ritrovata e, allo stesso tempo, nuova e più profonda, più difficilmente sradicabile. Per me, il percorso di depurazione è dato da un vero e proprio percorso fisico, una sottospecie di via Crucis, ma che non ha lo scopo di redimere i peccati, bensì di farmi risalire la china e farmi emergare dal dolore. La prima volta è stato il Camino de Santiago de Compostela. Un lungo mese di camminata, 500 chilometri nell’entroterra spagnolo alla ricerca di me stessa. Arrivata in fondo, faccia a faccia con l’oceano, ho visto la luce e ho provato il piu grande senso di pace mai provato in tutta la mia vita. Un momento così bello che mi ha spinto a riproporre lo stesso tipo di depurazione ogni qualvolta ho avuto momenti duri. Il fatto di camminare per svariati chilometri, giorno dopo giorno, permette alla mente di liberarsi. All’inizio si è pensierosi, ma man mano che il corpo si stanca, la mente si svuota e i pensieri si concentrano su quello che conta primariamente, ossia la sopravvivenza. In quel contesto è possibile riordinare le proprie idee, rimettere i problemi in prospettiva, liberi dai vortici di pensieri che ci governano nella vita quotidiana. Vita sedentaria, ripetitiva e lontana dal mondo naturale e dal lavoro fisico. Il mio consiglio per tutti coloro che stanno cercando di riprendersi da una batosta è di trovare un’attività concreta, fisica che riesce a occuparvi la mente a tal punto da togliervi ogni altro pensiero dalla testa. Solo così potrete depurarvi dal dolore.
